gemmoterapia

La gemmoterapia è una metodica terapeutica basata sulla somministrazione di tessuti freschi vegetali allo stato embrionale, come gemme o giovani germogli, i cui principi attivi sono estratti mediante un solvente appropriato.

Negli anni ’50, il medico belga Pol Henry si è dedicato, per primo, allo studio sistematico e alla sperimentazione dei gemmoderivati. Egli infatti ha preconizzato l’uso di questi preparati basandosi sul presupposto che le piante, nel loro primo sviluppo, contengano sostanze con caratteristiche particolari sia per la qualità che per la quantità.

Le proprietà dei gemmoderivati hanno avuto un riscontro sia sperimentale che clinico. Ad esempio uno studio ha messo in evidenza la diversa composizione chimica delle gemme di Ribes nigrum nei confronti delle foglie della pianta adulta. Si è in tal modo dimostrato che le gemme sono molto più ricche in aminoacidi, vitamina C ed eterosidi. Si è potuto stabilire che le gemme di Ribes nigrum sono dotate di un’azione stimolante sulla corteccia delle ghiandole surrenali e manifestano un’azione inibitrice sui processi infiammatori (test di resistenza al freddo, test dell’edema plantare con formolo, test di Burcek).

La preparazione dei gemmoderivati è ben definita nella monografia "Preparazioni omeopatiche" riportata nella Farmacopea Francese del 1965. In essa sono specificate le parti vegetali che devono essere utilizzate: gemme, giovani getti (gemme appena schiuse), giovani radici, scorza delle radici, semi e, meno frequentemente, scorza dei giovani fusti.

La posologia media nell’adulto per i gemmoderivati e di 50 gocce, 1-3 volte al dì.
In alcune condizioni cliniche acute la somministrazione può essere più frequente.
In generale i gemmoterapici vanno diluiti in un po’ d’acqua minerale naturale e lasciati in bocca per un minuto circa, prima di essere deglutiti, al fine di assicurare il massimo assorbimento per via sublinguale.